PROSSIME DIRETTE:

ogni lunedì, ore 20.30, recita del santo Rosario dalla tomba della beata Benedetta

sabato 6 agosto ore 20.00 santa Messa nel compleanno della beata Benedetta

Santo Rosario

OGNI LUNEDI’ alle ore 20.30 recita del santo rosario dalla Cappella “Beata Benedetta” (evento in diretta facebook)

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CASA MARZANO

A p. Gabriele Casolari, anno 1963

Padre Gabriele, due volte mi son fatta rileggere la Sua lettera dalla mamma e Le dirò subito, mentre La ringrazio, che la mia povera preghiera avrà ben poca efficacia. Ma con il cuore e con tutto il desiderio offrirò al Signore i miei pensieri per Lei e per tutte quelle intenzioni che più Le stanno a cuore…Ed è per questo, per infinite cose anzi, io penso che il Signore vuole da Lei, da tutti noi che Lo conosciamo, che si diventi grandi, sempre più grandi, disposti fino in fondo a seguire la sua volontà e lo Spirito che «non sappiamo donde venga e dove vada». Ecco proprio perciò il motivo delle prove: vero? Vivere lasciando che il senso della nostra vita lo sappia e lo conosca Lui solo, e ce lo faccia a volte intravedere, se così a Lui piace. Per questo solo, io trovo sincerità, umiltà, e mi sento docile nelle Sue mani. Ed ho la certezza, che se anche Lei ha scelto la via del sacerdozio, io quella dell’apostolato, e altri altre ancora, è perché Lo abbiamo capito, incontrato per un attimo sulla nostra strada: «Dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna». È per questo che, anche se sono sorda, cieca, forse fra poco più mutilata ancora, io sento che in Lui devo essere serena: perché Lui è luce, è promessa più eloquente, più vibrante che la parola umana. Io so che lo seguo, anche se Lui si nasconde, e io non riesco, per attimi, a capire più il senso esatto di quello che ancora vuole da me. Sono attimi, se tutto fosse facile, non ci sarebbe salvezza. E nelle prove mi raccomando alla Madre che ha vissuto prove e durezze le più forti, mi raccomando, anche se sono così miseramente piccola, che Lei riesca a scuotermi e a generare dentro il mio cuore il suo Figlio, così vivo e vero come lo è stato per Lei. Ecco, allora, il dono più grosso, più grande: quasi per incanto ritrovo in Lui tutta la mia serenità; appoggiata alla sua spalla, non più misera, incerta, povera, ma ricca nello spirito perché, pregandolo, Lui non mi ha cacciata. Nulla è saldo in noi, e tutto quello che è saldo in noi è perché Dio ci tiene stretti con la sua mano momento per momento. Tutto questo è il motivo per cui, anche se le mie giornate sono eternamente lunghe e buie, sono pur dolci di un’attesa infinitamente più grande del dolore. Il cielo è la nostra patria vera, e là dobbiamo mirare, all’incontro.